• Circa 1.100 km/h per la rotazione della Terra
  • 107.000 km/h per la rivoluzione della Terra intorno al Sole
  • 792.000 km/h per la rivoluzione del Sole nella Galassia (Via Lattea)

La Terra non è che uno dei miliardi di miliardi di corpi celesti e ruota attorno al proprio asse in 23 ore 56 min 4 sec rispetto alle Stelle, e in 24 ore rispetto al Sole. Le recenti misurazioni, fatte con precisissimi orologi atomici stanno dimostrando che la velocità di rotazione non è costante, per vari fenomeni: quello più importante è l’azione congiunta dell’attrazione gravitazionale della Luna (per il 75%, e del Sole per il 25%) che genera le maree, il cui attrito con il fondo degli oceani rallenta la rotazione della Terra. Per cui i nostri giorni sono più lunghi di quelli degli antichi. L’allungamento del giorno è stimato in 1,8 millisecondi al secolo. Noto il raggio medio della Terra all’equatore di 6.378 km, è possibile conoscere la circonferenza, che è di oltre 40.000 km. Una località posta sull’equatore compie il giro in un giorno alla velocità di quasi 1.700 km/h. Ai poli, che sono sull’asse, la velocità di rotazione è nulla. Cremona è all’incirca a metà tra il polo e l’equatore, ovvero a una latitudine di + 45° 8’. La sua velocità di rotazione vale oltre 1.100 km/h. Sappiamo poi che la Terra ruota intorno al Sole a una distanza media di 149 milioni di km, la circonferenza vale oltre 936 milioni di km che percorriamo in circa 365 giorni, questo corrisponde ad una velocità orbitale media di circa 107.000 km/h, pari a quasi 30 km/s.

Sappiamo anche che il sistema solare ruota con la galassia, ed è stimata una velocità di rotazione di circa 792.000 km/h, pari a circa 220 km/s. Poi, la galassia è soggetta all’espansione dell’Universo sembra a oltre 3,6 milioni di km/h rispetto alle galassie più lontane.

Se ci è chiaro che non ci possiamo accorgere dell’allungamento dei giorni, causato dalla piccolissima diminuzione della velocità di rotazione della Terra, com’è possibile non rendersi conto delle elevatissime velocità degli altri moti? Il motivo è che ci accorgiamo solo delle accelerazioni, decelerazioni o cambi di direzione, ma siamo del tutto indifferenti alle velocità.

Si può immaginare un viaggio cavalcando un raggio di luce: in un decimillesimo di secondo raggiungeremmo la stratosfera, poco più di un secondo dopo saremmo alla Luna e dopo mezza giornata ben oltre Plutone. Occorreranno poi quattro anni e tre mesi per arrivare ad Alfa del Centauro, cinquantamila anni per costeggiare il confine della nostra galassia, e oltre due milioni di anni per giungere alla galassia più vicina (Andromeda).

Già nel 1632 Galileo Galilei, nel Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, divulgava il principio d’inerzia narrando famosi esperimenti a bordo di una nave ove i passeggeri sotto coperta non potevano rendersi conto del moto. Restando alla nostra Terra, in realtà il suo moto è la combinazione di moti non rigorosamente rettilinei ma curvilinei, lo scostamento fra l’arco compiuto e la direzione rettilinea è presente anche se minimo e non si percepisce normalmente. Lo scostamento è per esempio dovuto al moto di rotazione della Terra, manifestato dalla deflessione del piano di oscillazione del grave del pendolo di Foucault.

 

 

VIAGGIO IMPOSSIBILE

Negli ultimi anni, gli astrofisici hanno scoperto che attorno a centinaia di stelle appartenenti alla nostra Galassia esistono pianeti come quelli che formano il nostro sistema solare, dai giganti gassosi come Giove e Saturno, ai pianeti rocciosi delle dimensioni comparabili a quelle della Terra.

Come potremo venire in contatto o magari esplorare questi nuovi mondi, arrivare fin dove nessun uomo è mai giunto prima?

Le enormi distanze tra le stelle riducono molto la possibilità di raggiungere questi pianeti, ma rimane la speranza che un giorno, chissà in quale forma, si potrà anche solamente comunicare con tali mondi.

Entro una distanza di 20 anni luce dal Sole (circa 200 mila miliardi di chilometri) sono note ben 5 stelle che possiedono pianeti di tipo terrestre: Alpha Centauri, Tau Ceti, Gliese 876, Epsilon Eridani e Gliese 581. Questi sono attualmente i sistemi extrasolari noti a noi più vicini.

Compiere un viaggio interstellare, anche di pochi anni luce, è un’operazione complessa che pone sfide incredibili, ma la progettazione delle astronavi è già iniziata!

Daedalus e Icarus sono i nomi di alcuni dei progetti che emeriti scienziati di tutto il mondo stanno sviluppando.

 

LETTERA DA UN ABITANTE DI ANDROMEDA

Cari abitanti terrestri,

vi scrivo da un pianeta lontano oltre due milioni di anni luce. Stasera puntate il vostro telescopio verso di me e vedrete una piccola luce, la mia galassia; anch’io alcune volte osservo il cielo in cerca della vostra casa: la Via Lattea. Ora so che non siamo soli nell’Universo e provo una gioia immensa quando osservo la costellazione dove vivete. Là tra miliardi di stelle ci siete voi che sulla Terra girate attorno al Sole.

Vi abbraccio come un fratello perché io e voi abbiamo avuto un’origine comune tredici miliardi di anni fa nel Big Bang.

Voi dipendete dalla Terra che vi nutre e dal Sole che vi riscalda. Il vostro codice genetico è simile a quello di tutti gli altri esseri viventi perché l’evoluzione della vita vi lega ad un’origine comune nata circa tre miliardi e mezzo di anni fa. Tutto è connesso e noi e voi con gli occhi della mente siamo l’Universo che guarda con stupore se stesso.

Se tutti i popoli osservassero la Terra da qui dove la vedo io, capirebbero di abitare in un’unica casa.

Vi auguro di saper gestire con saggezza tutte queste nuove conoscenze per vivere felicemente e in pace, senza più conflitti inutili tra di voi.

Un caloroso saluto da γ

 

 

 

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«Salire al Torrazzo può essere un’esperienza interiore»

La riflessione del Vescovo all’inaugurazione del Museo Verticale. Presenti anche don Gaiardi, l’architetto Bosio e il Soprintendente Barucca.